Erba gatta: quando darla al tuo gatto

Un piacevole intrattenimento per il vostro cucciolo

 

Molti pensano che la Nepeta cataria, nome scientifico dell’erba gatta, sia una strana droga ad uso animale, oppure un sano complemento per la dieta. In realtà, questa pianta non è né l’una né l’altra cosa: appartenente alla famiglia delle Lamiaceae, la “gattaia” ha un effetto molto particolare su diverse specie di felini, che comprendono il gatto domestico ma anche specie selvatiche come il leopardo, il puma o la lince, semplicemente a causa del suo odore.

All’interno delle foglie a forma di cuore di questa angiosperma è infatti presente una sostanza denominata nepetalattone, che risulta simile, nella sua struttura chimica, ai feromoni del gatto: annusando quest’erba infestante, dunque, i nostri amici a quattro zampe manifestano comportamenti analoghi a quelli che precedono l’accoppiamento, anche se l’effetto ha una durata relativamente breve (intorno alla decina di minuti).

Quest’associazione fra nepetalattone e feromoni felini è ancora in corso di studio: altre ipotesi che tentano di spiegare il comportamento dei gatti nei confronti della Nepeta riguardano il suo effetto repellente contro gli insetti, ma l’associazione con la maturità sessuale sembra essere abbastanza marcata da suggerire un collegamento (i gattini più piccoli di sei mesi non reagiscono in modo anomalo alla pianta, ad esempio, e anche gli animali precocemente sterilizzati sembrano considerarla di meno).

 

Un gioco, una ricompensa

 

Non tutti i mici reagiscono all’erba gatta: all’incirca il 70% degli individui manifesta una variazione comportamentale più o meno marcata in presenza di questa piantina, e la tendenza a manifestarla sembra essere trasmessa per via ereditaria. All’incirca i due terzi della popolazione felina reagiranno facendo le fusa, agitandosi e mordicchiando la pianta, cosa che contribuisce al rilascio della sostanza odorosa appena citata. Se le foglie sono comodamente disponibili su un prato, il gatto ci si rotolerà sopra, atteggiamento che non mancherà di strapparci qualche risata.

Sicuramente, l’erba gatta può essere utilizzata come un mezzo per vivacizzare la vita dei nostri animali domestici, consentendogli di familiarizzare con un nuovo stimolo o invogliandoli a prendere confidenza con un diverso ambiente. A metà fra il gioco e la ricompensa, la Nepeta cataria non farà alcun male ai vostri gattini: sarà anzi un arricchimento per le loro giornate, ma attenzione a non esagerare per non stancare troppo l’animale.

 

Come riconoscere l’erba gatta

 

Non confondete la gattaia con altri tipi di erbe, classificate come “aromatiche” o come gramigne: le piantine di Nepeta sono piuttosto alte, fioriscono, somigliano vagamente ad alcune piantine di menta – insomma, non hanno nessuna affinità con dei semplici steli d’erba verde.

Al più, alcune erbe diverse dalla Nepeta suscitano nel gatto gli stessi effetti, come ad esempio la valeriana. Proprio per il suo essere una piantina dal buon odore e dall’estetica non sgradevole, tra gli usi che se ne fanno vi è anche quello di pianta ornamentale: in attesa che il vostro micio ci giochi, non farà sfigurare il vostro davanzale.

Se invece non siete portati per la coltivazione, vi consolerà sapere che alcuni giochi per gatti sono effettivamente profumati con lo stesso terpene contenuto nell’olio essenziale di Nepeta, proprio per stimolare l’interesse dell’animale verso l’oggetto.

T: +39 045 952302

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